Per la famosa serie “viaggi per il mondo e non conosci le meraviglie che ti stanno intorno”, alla veneranda età di … (non si dice) ho scoperto quello splendido paesino che risponde al nome di Bobbio.

Una gioventù costellata di domeniche estive trascorse sulle rive del Trebbia e non sono mai stata a Bobbio.
Grave gravissimo errore perché è un paese incantevole!

Quasi senza nessun preavviso o pianificazione sabato mattina ci siamo messi in macchina direzione provincia di Piacenza.

Prima una tappa a far rifornimento di formaggio di capra in un’azienda agricola di Alseno (PC), dove abbiamo fatto la conoscenza di un centinaio di caprette e agnellini stupendi.

Via da lì abbiamo iniziato a vagare per le strade del piacentino e costeggiando il Trebbia, siamo arrivati a Bobbio.

Un paese di 3.500 abitanti di stampo medievale, sviluppatosi intorno all’Abbazia fondata da San Colombano durante il suo peregrinare dall’Irlanda fino in Italia.
Quest’Abbazia, durante il medioevo è stata una delle più importanti d’Europa.
Uno dei punti di forza è sicuramente lo Scriptorium che, sempre nei secoli di maggior sviluppo, era uno dei più ricchi e prolifici grazie all’attività dei monaci amanuensi. (Manco a farlo apposta, la mia recente lettura de Il nome della rosa è stata provvidenziale per capirne meglio l’importanza).
La Basilica è l’altro elemento importante.
Bellissima, con affreschi stupendi, ma la cosa che mi ha colpito di più è il mosaico che si trova nella cripta.
Un’opera di circa 10 metri quadrati che raffigura brani della Bibbia (Libro dei Maccabei) e animali mitologici.

Bobbio - Mosaico Basilica San Colombano

Altra sorpresa è stata la cattedrale di Santa Maria Assunta (il Duomo di Bobbio) che da fuori non lascia trasparire la bellezza dell’interno! Affreschi, decorazioni e particolari magnifici.

Dopo aver girato per le stradine e aver visitato un po’ tutto quello che potevamo, si è fatta ora di pranzo e grazie ai consigli della blogosfera abbiamo localizzato un ristorante che ci ha deliziato con la tipica cucina piacentina. Abbiamo mangiato da paura! Bene, a sazietà e spendendo il giusto.
Io ho assaggiato i tipici “Maccheroni alla bobbiese”: un tipo di pasta che viene realizzata arrotolando l’impasto su dei ferri da maglia o su grossi aghi.
Per intenderci, sembrano dei grossi bucatini, ma più corti.

Bobbio - Maccheroni alla Bobbiese
Dopo pranzo ci siamo diretti verso il “pezzo forte”: Il Ponte Gobbo.

Chiamato anche Ponte Vecchio, è un ponte sul Trebbia di epoca romana. Deve il nome all’irregolarità delle arcate, particolare che, ai miei occhi, lo rende stupendo!
Come tanti ponti famosi, anche questo ha la sua leggenda.
Si narra che il diavolo si accordo con San Colombano per costruire il ponte in cambio della prima anima che lo avrebbe attraversato. Il santo fece passare un animale e il diavolo, arrabbiato per l’inganno se ne andò dando un calcio al ponte che rimase “gobbo”.

Bobbio - Ponte Gobbo

Attraversato il ponte abbiamo individuato la partenza del sentiero degli Abati, un bellissimo trekking che parte da Pavia e arriva a Lucca, ma di questo spero di parlarvi presto in un altro post.

Bobbio è davvero un paese grazioso, pieno di storia, vivissimo e con grandi potenzialità che i bobbiesi sanno sfruttare al meglio.
Devo assolutamente consigliarvi di fare una visita che di sicuro si rivelerà un’ottima idea, anche solo per una gita fuoriporta ora che è arrivata la bella stagione.

Rientrando poi, concedetevi un passaggio per le strade della Val Tidone e godetevi i panorami pieni di campi, cascine e paesini adorabili.

Aggiornamento novembre 2019:

Bobbio ha vinto la prima edizione del programma televisivo “Il borgo dei borghi 2019“. Motivo in più per andare a visitarlo.

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3 Replies to “Gita fuoriporta: Bobbio e dintorni”

  1. Io ho adorato Bobbio ci sono stata con i miei quando ero adolescente. Avevamo la tenda 🏕 sopra la nostra auto 🚘 e ci siamo
    Accampati proprio vicino al ponte Gobbo La mattina mia mamma ha trovato tra i sassi una sterlina inglese. La conserva ancora come portafortuna

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