Daylife – improvvisi attimi di solitudine

Il cambio di vita e l’adattamento alla città possono essere molto stimolanti e portare innumerevoli vantaggi, ma ci sono anche aspetti meno piacevoli.

Uno fra tutti è la solitudine.

Accade raramente per fortuna, ma ci sono momenti in cui gli occhi si riempiono di lacrime (specialmente per me che sono una frignona patentata) e ti senti sola come non mai.
Momenti in cui vorresti prendere la macchina e correre dalla famiglia, dagli amici o da chiunque possa darti un pezzettino di “calore umano”.
Non sempre si può fare, vuoi per l’orario, vuoi per l’impossibilità di muoversi o che altro.  In questi momenti capisco bene quando dicono che si può essere soli anche in mezzo a milioni di persone.

Ho avuto modo di conoscere parecchia gente qui in città, ma ancora nessuno che mi dia la sensazione di “casa”.
Ancora nessun rifugio dove andare a scaldare il cuore anche solo per un attimo.

So che esistono i telefoni, i computer e tutte le mille diavolerie elettroniche che possono mettere in contatto le persone, ma io sono ancora vecchio stampo e il potere di un abbraccio è ancora troppo forte per poter essere sostituito da un sms.

Questo è ovviamente un piccolo sfogo momentaneo e domani non ci penserò già più, ma credo che sia un sentimento comune a chi si è trovato ad affrontare un cambiamento importante.

Il tema principale del blog è il mio adattamento dalla campagna alla città e non potevo sorvolare su questo aspetto che fa parte del processo.
A voi è mai capitato? Cosa avete fatto per superare l’attimo critico?

 

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Inaugurazione di Fico a Bologna

Fico – Inaugurazione del parco tematico di Eatalyworld

Oggi ho avuto la fortuna di partecipare all’inaugurazione ufficiale del parco tematico FICO (Fabbrica Italiana Contadina).

Si tratta di un parco agroalimentare aperto a Bologna da Eatalyworld che da anni si occupa delle eccellenze agroalimentari Italiane nel mondo.

Un progetto ambizioso che ha coinvolto tantissime persone e professionisti e che ora apre le porte al pubblico.

Ve lo racconto brevemente.

Nel parco potete trovare 6 “giostre educative” dove delle installazioni grafiche consentono di approfondire numerosi aspetti riguardanti il rapporto dell’uomo con l’agricoltura e il pianeta.

Le 6 aree sono:
– L’uomo e il fuoco
– L’uomo e la terra
– L’uomo: dalla terra alla bottiglia
– L’uomo e il mare
– L’uomo e gli animali
– L’uomo e il futuro.

In ognuna si trovano installazioni, opere multimediali, schermi touch screen dove testare le proprie conoscenze e apprendere curiosità.

Tra una giostra e l’altra potete perdervi tra i tantissimi espositori e ce n’è davvero per tutti i gusti. Non faccio elenchi perché sarebbe una lista lunghissima, ma sarà davvero impossibile non trovare qualcosa che vi piaccia.

Molto interessanti sono le cosiddette “esperienze” ossia dei corsi che vi permetteranno di acquisire i segreti delle principali lavorazioni di materie prime e prodotti.
Come viene preparato il miele, i formaggi, l’olio, la birra e tantissimi altri prodotti caratteristici del nostro paese.
Queste esperienze si possono visionare e prenotare in anticipo sul sito ufficiale.

All’interno gli spostamenti si possono velocizzare con le biciclette a noleggio dotate di cestini che trovate all’ingresso (al centro del percorso c’è una vera e propria pista ciclabile).

All’esterno

si possono visitare tanti ambienti diversi: agrumeti, oliveti, frutteti, una tartufaia, vigneti e ovviamente gli allevamenti con animali come mucche, galline, conigli, oche, maialini, asini…
Tutta la parte esterna è servita da una navetta in collaborazione con Trenitalia che permette di spostarsi lungo il perimetro del parco.

Si possono ovviamente acquistare i prodotti, sia dagli stand degli espositori, sia dal market che trovate a fine percorso e una collaborazione con Posteitaliane vi permette di spedire gli acquisti fatti senza la fatica di trasportare grossi pesi.

Tante sono le cose da vedere, ma non mi sembra interessante star qui ad elencarle tutte, anche perché vi toglierei il bello di scoprirle da soli.

Il mio parere personale sull’esperienza

è che l’opera è imponente, bella, e ben fatta. I prodotti e gli espositori sono ovviamente i migliori di cui l’Italia si può vantare nel mondo.
Le giostre sono interessanti ed educative.
Credo che sia una buona formula per gruppi e scolaresche unendo le giostre ai laboratori (che mi piacerebbe molto provare).

Ho riscontrato alcune criticità:

– i prezzi non proprio “a buon mercato”, ma era immaginabile trattandosi di eccellenze;
– il fatto di dover pagare per visitare le giostre (ok, solo 2 euro, ma non credo sia una buona idea visto che quello dovrebbe essere un momento di conoscenza e stimolo alla curiosità verso questo settore);
– l’organizzazione generale delle dinamiche del parco (controlli, attenzione al cliente, preparazione degli addetti) che forse va solo rodato e sicuramente migliorerà col passare dei giorni e lo studio delle dinamiche.

Tutto sommato è stata una bella esperienza e se passate da Bologna, ve la consiglio.

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The Heart of Midlothian – quando cuore non significa amore

The Heart of Midlothian – Edinburgo

Oggi riguardavo le foto del mio viaggio ad Edinburgo (se vi siete persi il racconto, lo potete leggere qui) e mi sono soffermata su una in particolare.

Questo mosaico a forma di cuore è noto come “The Heart of Midlothian”.

Lo trovate su High street, nella Old Town di Edinburgo, vicino alla cattedrale di St. Giles.

Sembrerebbe una cosa molto romantica, ma in realtà il mosaico è posto sopra la vecchia grata che dava sulla prigione di Tolbooth e qui i prigionieri solevano sputare per terra prima di essere incarcerati.
Ancora oggi qualcuno segue la tradizione di sputare sul cuore come segno di buon augurio.
Curioso no? Chi l’avrebbe immaginato che non sempre un cuore significa amore. O forse sì… Magari è stato messo proprio lì per spazzare via tutto ciò che di male è accaduto negli anni bui di quella meravigliosa città.

Sì, io preferisco vederla così 😉

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