Countrygirl in bicicletta

Finalmente mi sto asciugando, lo dice anche la dietista!

“Come fai?”, “Cosa mangi?”, “Mi spieghi come ci sei riuscita?”
Bene, il segreto miracoloso è che non c’è nessun segreto miracoloso!
Cerco di mangiare il meglio possibile con le solite regole che conosciamo tutti: tanta frutta, tanta verdura, bere molto durante tutta la giornata, pochi grassi, abbinamenti giusti, regolarità dei pasti eccetera eccetera…

Da metà agosto

però un cambiamento c’è stato ed è quello che mi sta aiutando a perdere peso costantemente. Ho iniziato ad andare al lavoro in bicicletta (oltre alla mia attività fisica prediletta che è la danza moderna).
Zainetto in spalla, borsa nel cestino e via. 8 km all’andata e 8 al ritorno per circa 40 minuti a tratta.
Il tutto per 3 volte la settimana o anche di più (poi ci sono molte variabili tra cui il maltempo, impegni particolari che richiedono che mi sposti in auto o cose simili).
La gente mi guarda un po’ come un’aliena nonostante la cosa sia tra le più semplici e basilari.

Vi spiego i 5 vantaggi di questa scelta:

1. mi tengo in forma e i risultati iniziano a vedersi
2. ne giova il colesterolo e la circolazione
3. risparmio i soldi dell’abbonamento dei mezzi, della benzina e quelli per un’eventuale palestra o corso
4. faccio un favore a Milano e alla sua cappa di smog non producendone altro
5. evito le code e il traffico delle ore di punta

Da ragazzina adoravo girare in bicicletta per il paesello e finchè ho lavorato a Pavia, sfruttavo la fantastica ciclabile dell’Alzaia per andare fino in città. Spostandomi a Milano ero terrorizzata all’idea di usarla e ho accampato un bel po’ di scuse, ma alla fine il merito va alla mia dolce metà che ha adottato questo mezzo di trasporto ormai da anni e mi ha spronata e convinta a provare.

Rispondo anche alle domande che tutti mi fanno a proposito:

D: “non hai paura ad usare la bicicletta in città?”
R: “Inizialmente un pochino, più che altro per il fatto di non conoscere le strade, ma ora che ho capito bene il percorso e cosa posso/non posso fare, non ne ho più”

D: “va bene d’estate, ma con l’autunno non hai freddo?”
R: “basta coprirsi nel modo adeguato, anche perché fa freddo all’inizio, ma poi pedalando ci si scalda”

D: “passi in mezzo alle macchine?”
R: “seguo le regole della strada, ho scelto percorsi con piste ciclabili (non ci crederete mai, ma esistono anche a Milano) e guardo dove vado e quello che faccio”

D: “non arrivi in ufficio sudata?”
R: “mi porto un cambio e appena arrivo mi lavo, asciugo e ristrutturo” 😉

D: “quando arrivi non sei stanca morta?”
R: “sono stanca come dopo una normale attività fisica anzi, ora capisco perché tanta gente preferisce fare sport al mattino presto. Ci si sente belli carichi”

D: “come fai ora che fa buio presto?
R: “ho il giubbottino ad alta visibilità, le luci accese e soprattutto, faccio strade ben illuminate”

Io ho la mia adorata bicicletta,

regalo della Cresima, bianca e fucsia con cestino che mi sono portata dalla campagna, ma se voi voleste provare senza avere una bici vostra, vi consiglio i tre bike sharing di Milano

Bikemi

MoBike

Ofo

Il primo (Bikemi) è legato alle colonnine e quindi permette di prendere le bici e lasciarle solo nei punti dedicati.

Gli altri due (MoBike e Ofo), da poco in funzione, permettono di cercare le bici disponibili con un app e lasciarle esattamente nel dove si vuole.

Per chi invece mi legge da Pavia e dintorni vi segnalo che:
– anche a Pavia è attivo un servizio di bike sharing e qui trovate il link con la spiegazione
– a Borgarello, proprio all’inizio del paese, potete trovare una stazione di bike sharing con annessa colonnina per le piccole riparazioni fai-da-te (qui sotto i due link con le info)
Comune di Borgarello
Comune di Certosa di Pavia

Il peggio è convincersi e decidere di iniziare, ma poi, una volta provato diventa una piacevole abitudine che spero di portare avanti il più possibile.

Se volete, segnalate nei comment i bike sharing delle vostre città e paesi così divulghiamo un po’ la cultura della bici 😉

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La castagna matta

Sabato mattina, passeggiando per l’Allea di viale Matteotti a Pavia, io e mia sorella ci siamo messe a cercare, come ogni anno, le castagne matte.
Una coppia di signori anziani ci ha chiesto il perché e allora ho pensato di raccontarlo a tutti.
Per me è una cosa scontata, ma magari molti non lo sanno.

Fin da bambina

mia nonna e mia madre mi hanno sempre dato, in autunno, una castagna matta da tenere in tasca o in borsa per tutto l’inverno.
Leggenda dice che questo frutto tenga lontano i malanni di stagione come il raffreddore.

Ovvio che non ci sono fondamenti scientifici e che si tratta solo di una leggenda, ma per me è una tradizione carina. Mi ricorda l’infanzia e ne raccolgo sempre qualcuna in più da regalare alle persone che mi sono care. E’ una piccola forma di attenzione che ricevevo io e che mi piace dare agli altri… un modo per dire “ti voglio bene”.

Quando parlo di “castagna matta” mi riferisco al frutto dell’ippocastano e quindi ad un frutto non commestibile perciò la tengo in borsa e basta.
Personalmente il raffreddore lo prendo raramente e so che non è merito della castagna, ma sinceramente me ne frego e ogni anno la cerco e me la tengo…male non fa 😉

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Villa Mezzabarba ora è di tutti

Qualche settimana fa vi ho parlato di Villa Mezzabarba e del grande traguardo raggiunto dall’amministrazione comunale di Borgarello insieme a tutti coloro che li hanno sostenuti nel perseguire questo sogno. (leggi qui)

Sabato 23 settembre 2017

c’è stata l’inaugurazione ufficiale della Villa e la sua simbolica restituzione alla collettività.
Un evento che non potevo assolutamente perdere, anche perché in tutti i miei anni vissuti a Borgarello, ho avuto pochissime occasioni per visitare l’edificio.

La cerimonia è iniziata alle 17,30

con la benedizione di don Matteo. A seguire i discorsi di Giorgio Boatti (giornalista e scrittore), Luca Rinaldi (sovrintendente ad archeologia, paesaggio e Belle arti), ma soprattutto quello di Nicola (il nostro sindaco) che ha fatto trasparire la gioia e la soddisfazione di tutti quelli che ci hanno creduto e che hanno speso tempo ed energie per arrivare fin qui.

Questa ai miei occhi non è solo l’acquisizione di un bene storico e utile per tutta la comunità, ma è senza dubbio un esempio di buona amministrazione. Una prova tangibile che esistono ancora persone mosse da buoni propositi e che lavorano per il bene di tutti.
Non è un mistero che io sia molto affezionata a Nicola e a tutta la sua squadra perché li conosco e prima di essere amministratori pubblici, sono belle persone che mettono passione in quello che fanno e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

La villa sabato era piena di gente, molti venuti anche da fuori paese e vedere finalmente questo luogo vivo e allegro è stato davvero bello.
Per la prima volta ho vagato curiosa per gli scaloni, per le stanze e i corridoi. Ora sono vuote ovviamente, ma è qui che comincia il bello. Bisognerà riempirle con le idee, la volontà e l’entusiasmo di tutti e io sono certa di volerne fare parte.

Ho avuto la fortuna di vivere per anni in una casa di fronte alla villa e vederla ogni giorno affacciandomi al balcone. Per una volta, la situazione si è invertita ed ho avuto l’onore di guardare casa mia dal balcone centrale e sarò sincera, mi sono emozionata.
Sono salita da sola, in un momento di relativa calma, e mi sono goduta l’attimo.
Forse per un’abitante del paese questo giorno ha un valore più intenso, ma spero che da oggi in poi, chiunque avrà la possibilità di visitarla, si possa emozionare come è successo a me.

Se vi capitasse di passare da Borgarello,

sappiate che oltre alla splendida villa, c’è anche la preziosa cascina Colombina. Una vecchia cascina detta “Il castello di Borgarello”.
Ad occhi distratti può sembrare una semplice cascina come ce ne sono tante, ma basta concedersi una delle visite guidate che spesso vengono organizzate al suo interno per scoprire un luogo affascinante e pieno di storia.

Non lasciatevi ingannare dalle dimensioni ridotte del paese. Borgarello è un luogo speciale e pieno di posti caratteristici. Andate a fare visita alla Certosa e poi fateci un salto così per avere una visione completa del territorio.

Vi aggiornerò anche di tutte le future iniziative che finalmente partiranno e andranno ad arricchire la storia di questo piccolo angolo di mondo che rappresenta le mie radici più profonde.

(il mio fotografo di fiducia ha scattato molte foto stupende della giornata e presto, le pubblicherò)

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