Torta di pannolini

La torta di pannolini è la nuova creazione by Balleronze.

Ogni volta che c’è un avvenimento che riguarda una di noi, parte la vena creativa e il brain-storming la fa da padrone.

Questa volta l’evento è la nascita di Eleonora e consultandoci sul regalo da fare a mamma Alessandra e alla piccola, abbiamo optato per la torta di pannolini.
Personalmente la ritengo una cosa molto utile e mi è già capitato di regalarne, ma ogni volta ho scelto di comprarla già fatta (sempre personalizzando gli accessori contenuti).

Questa volta, le mie socie hanno alzato l’asticella proponendo di fare tutto da sole.
Lo ammetto, ero dubbiosa, ma ok, proviamoci…

Ci siamo procurate l’occorrente:

– pannolini: 60, di due taglie diverse, marca Pampers.
– base torta rotonda di cartone
– rotolo lungo di cartone (quello della carta da cucina va benissimo)
– carta crespa o carta velina colorata
– tanti elastici
– scotch o colla a caldo
– carta trasparente
– nastri colorati
– stuzzicadenti con cuoricino
– accessori da inserire (noi abbiamo optato per un telo spugna e salviettine di Minnie)
– peluches di Peppa Pig ballerina da mettere in cima alla torta

Sarà che quando stiamo insieme il tempo vola, che in tante è meglio, che tra tutte siamo una miniera di creatività, ma in pochissimo tempo abbiamo fatto tutto ed è stato davvero semplice.

Per prima cosa

abbiamo rivestito la base torta con la velina rosa e abbiamo attaccato il rotolo di cartone al centro.

Abbiamo arrotolato i pannolini su se stessi a formare dei cilindretti, fermandoli ciascuno con un elastico e abbiamo disposto il primo piano della torta fino a riempire la base fermando il tutto con un elastico grande.
Stesso procedimento per il secondo strato solo che abbiamo messo meno pannolini (ovviamente).
Le salviettine e il telo spugna li abbiamo arrotolati come i pannolini e abbiamo inserito anche quelli nella torta.
per coprire i due elastici esterni abbiamo utilizzato altra carta velina creando un nastro spesso almeno due dita, l’abbiamo fermato con lo scotch e abbiamo fatto un altro giro con dei nastri colorati per fare dei fiocchetti.
Come decorazione, dentro ad ogni pannolino abbiamo infilato uno stuzzicadenti con cuoricino (eccesso di amore che non fa mai male).
Il tocco finale è stato fissare in alto il peluche e poi chiudere il tutto con la carta trasparente.

Ecco qui la nostra torta di pannolini!

 

In commercio sicuramente se ne trovano di più belle e più creative, ma nulla batte la soddisfazione di creare qualcosa e metterci del tuo.
A noi sembra stupenda ed è piaciuta tanto anche ad Alessandra.

Non è difficile farla da soli, basta lasciar spazio alla fantasia.

Già che ci siamo, se vivete in zona Treviso e limitrofi, date un’occhiata alla pagina della mia amica Rossella. Lei è ormai una professionista e realizza cose stupende.

 

 

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Le tartarughe tornano sempre (e non solo loro)

Le Tartarughe tornano sempre

Giulia e Salvatore sono i protagonisti di una storia fresca e sempre attuale che sfida le distanze e gli ostacoli che gli adulti spesso mettono sulla strada della felicità.
Questa però, non è solo la classica storia d’amore.
Si parla di un problema serio e attuale come l’immigrazione e il modo di reagire di chi lo vive da lontano e di chi ci si trova catapultato dentro, suo malgrado.
Possiamo stare a guardare puntando il dito sputando frasi fatte oppure cercare di capire e fare qualcosa.
Questo sfondo comunque, non fa passare in secondo piano la vita di due ragazzi che intrecciano i loro destini e devono fare i conti la vita adulta fatta di decisioni da prendere e realtà inimmaginate.

I punti fermi però, non se ne vanno mai.

Proprio come le tartarughe che alla fine tornano da dove sono partite.
Una frase mi ha colpita molto e mi ci sono ritrovata in pieno. Quando Salvatore decide di provare l’avventura nella grande città, si trova a riflettere di aver lasciato la sua isola, dove tutti si conoscevano e dove lui era “Salvatore”, per andare in una grande città grigia e diventare una persona anonima come milioni di altre.

Ho pensato a me,

a come ho deciso di lasciare il mio paesino per la grande città.
Detta così è un po’ triste, ma qui tocca a me cercare di non lasciarmi travolgere dall’anonimato continuando a rimanere me stessa senza dimenticare mai le mie radici e, come le tartarughe, tornare sempre al punto di partenza.
Ve lo consiglio perché è un romanzo carino, che fa riflettere e ci mette davanti ad argomenti scomodi in maniera intelligente. Si legge in fretta ed è un’ottima compagnia, specialmente d’estate. Ti fa venire voglia di partire per “l’isola” immediatamente!

Enzo Gianmaria Napolillo

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Zumba fitness, Zumba love

Sono sincera, ho iniziato Zumba fitness per necessità.

Mi serviva uno sport aerobico per tenere sotto controllo il peso e la danza moderna (mio grande amore), da sola, non bastava più, così la scelta è caduta direttamente su Zumba fitness. I corsi di Federica perché, oltre ad essere una cara amica da tantissimi anni, è una zin bravissima! Ci mette una passione che ho visto in poche altre persone.
(Lei insegna in vari paesi della zona, se volete saperne di più contattatemi)
Questo è il terzo anno e ora sono fissa nel gruppo di Rosate (in provincia di Milano) dove ho conosciuto un sacco di bella gente.

All’inizio ho accusato il colpo

Non riuscivo a fare una lezione intera. Era troppo strong per me e finivo con il cuore a mille e un bel mal di testa da sforzo, ma di volta in volta è andata sempre meglio e questo allenamento costante, mi fa bene soprattutto per la resistenza fisica.
In montagna, per esempio, resisto molto di più e fatico di meno a salire.
Il contesto poi è la cosa migliore: energia, allegria, colore, movimento.
Tutte cose che io amo e che fanno bene anche all’umore (cosa fondamentale).
C’è chi è scettico, chi la ritiene un’attività da fissati col latino e così via. Bene, io a queste persone dico solo: venite a vedere una lezione così potete capire che non c’è nulla di male a tenersi in forma ballando e divertendosi!

Domenica scorsa,

in occasione della festa di Rosate, mi sono fatta convincere e ho accettato di partecipare alla consueta esibizione del gruppo.
Ore 16,15, 33 gradi, sole fisso in fronte, ma l’abbiamo portata a casa!!! Mi sono divertita tanto e già aver resistito con queste condizioni è stato un successo (mi sono fermata qualche volta eh, non sono così stoica, eheh).

Alcuni accorgimenti

che sembrano banali, ma non lo sono:

  • se decidete di provare, procuratevi delle scarpe adatte (scarpe comode che attutiscano i colpi perché si salta parecchio e la schiena ne può risentire se non avete più 20 anni);
  • portatevi sempre da bere e se nell’acqua ci mettete un integratore di sali minerali, ancora meglio (si suda tanto e il caldo può fare scherzi);
  • non fatevi asciugare il sudore addosso, ma portatevi una maglia di ricambio da mettere a fine lezione.
    (lo so, sembro una mamma noiosa, ma sperimentando su di me ho imparato).
    Per il resto, fatevi solo trasportare dalla musica e divertitevi più che potete!
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