Clara Sànchez

Ho finito ieri “Lo stupore di una notte di luce” di Clara Sànchez.

Si tratta del seguito del best seller “Il profumo delle foglie di limone” che ho letto l’anno scorso.

Il primo libro mi era stato regalato tempo fa e non sapevo esattamente cosa aspettarmi quando finalmente l’ho iniziato.
Mi ha conquistato e stupito pagina dopo pagina.

Parla di due persone diversissime, oserei dire agli antipodi, ma legate da una storia che li fa incontrare e unire in quel legame che salda insieme coloro che attraversano il buio e riescono ad uscirne.

Il secondo è stato un acquisto quasi obbligato perché la curiosità del seguito era tanta e non sono rimasta delusa.

Di questi libri mi piace molto la narrazione fatta dai vari personaggi che, a parer mio, rende il racconto più dinamico e completo perché dà i punti di vista di entrambi.

Il tema di fondo è il nazismo e come la malvagità che ne è scaturita possa accanirsi anche in periodi storici diversi da quello nel quale siamo abituati a sentirne raccontare.

Si parla anche dell’approccio alla vita sia da parte di una ragazza che si trova a crescere e maturare di colpo, sia da parte di una persona già anziana che deve fare i conti con un passato pesante e un presente sempre più faticoso e breve.

Io li ho amati entrambi,

anche se devo dire che la storia potrebbe considerarsi conclusa già col primo, ma il seguito fornisce una specie di completezza alla storia.

Sandra e Julian possono essere ciascuno di noi. Per ovvi motivi io mi potrei sentire più affine a Sandra e questo aiuta ad immedesimarsi in ciò che può accadere all’improvviso e come reagire a situazioni inaspettate.

Ve li consiglio. Si leggono facilmente, ma non sono assolutamente banali. Credo possano anche spingere a parecchie riflessioni su molti aspetti della vita.

Fatemi sapere se li avete letti e cosa ne pensate.

Ora che il racconto è completo, proverò a leggere altro di Clara Sànchez per scoprirla meglio.

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Metti una domenica in cascina

Le cascine in città

A fatica la primavera sta arrivando e invece di rintanarsi nei musei o in posti chiusi, cosa c’è di meglio che passare il weekend in giro per parchi, cascine e contesti verdi e rilassanti?

Per me, che arrivo dalla campagna, ritrovarmi in una cascina piena di animali, cibo sano e bimbi felici è linfa vitale.

Domenica 8 aprile 2018 si è svolta la festa di primavera in Cascina Caldera, all’interno del Parco delle Cave.

Si tratta del primo di 3 (per ora) appuntamenti domenicali in cascina.

La zona dove vivo vede la presenza di numerose cascine che propongono tantissime iniziative.
Questa realtà sta vivendo una rinascita e le persone stanno riscoprendo ciò che davvero ci può aiutare a tenere viva la memoria delle nostre origini e a guardare ad un futuro più sostenibile e a “misura d’uomo”.

Ieri pomeriggio siamo passati a fare un salto in cascina ed è stato un piacere vederla così piena di persone che si godevano la giornata di sole.

Sotto il portico c’era il mercatino agricolo con un sacco di prodotti a km zero.
Noi aspettiamo sempre con ansia questo mercatino per fare scorta di verdure, formaggi freschi, uova, riso, farina, miele e tanto altro.

Durante tutto il giorno ci sono stati laboratori a tema agreste per i più piccoli; c’era il San Bernardo Day promosso dall’associazione “Passione San Bernardo Rescue Italia Onlus”; punto ristoro, mercatini di oggettistica vari…insomma, l’ideale per una giornata all’insegna della campagna.

Io adoro entrare qui.

Mi sembra di immergermi in una dimensione parallela.
Amo vedere i bambini entusiasti e stupiti mentre guardano gli animali, gli danno da mangiare (o almeno ci provano), li salutano e fanno il pieno di meraviglia.
Vi svelerò un segreto: anche io resto meravigliata davanti alla natura e agli animali.
Ieri nel recinto delle capre c’era un agnellino appena nato…sembrerà sciocco, ma mi sono quasi commossa da quanto era piccolo e bello.

Nel complesso del parco delle Cave c’è anche un’altra cascina, una piccola chicca nel cuore del parco.

Parlo della Cascina Linterno.

Anche qui il calendario è ricco di iniziative.
Innanzitutto ogni sabato c’è il mercato agricolo (qui più o meno tutto l’anno).
Oltre a questo, potete partecipare ad interessanti cicli di conferenze a tema, presentazioni di libri e tante iniziative culturali.
Cascina Linterno ha anche un’associazione e potete trovare tutte le info qui .

Fidatevi, vale davvero la pena di dedicare una domenica a queste attività.

Agli amici, che vorrebbero venire a trovarmi in quel di Milano, propongo una di queste domeniche, portando anche i bambini che si divertiranno sicuramente molto più dei grandi!
A tutti gli altri posso solo consigliare di provare e sbirciare le pagine Facebook delle due cascine e il sito del Parco delle Cave, che vi riporto qui sotto.

Pagina Facebook Cascina Caldera
Pagina Facebook Cascina Linterno
Sito internet Parco delle Cave

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Revolution – la mostra

Revolution – Musica e ribelli 1966-1970

I programmi del weekend sono cambiati, il tempo lasciava desiderare per cui ho buttato lì al mio compagno: “perché non andiamo a vedere Revolution?”.
L’avevamo programmato da tempo e finalmente ne abbiamo approfittato.
Gran decisione!
Abbiamo sfidato la pioggia e ci siamo spostati coi mezzi fino alla Fabbrica del vapore in via Procaccini 4.
(Fermata Cenisio della metro Lilla e pochissimi passi a piedI)

“Revolution” è una mostra sulla storia degli anni tra il 1966 e il 1970.

Un periodo breve, ma intenso e pieno di cambiamenti, tendenze, contenuti…il periodo di una generazione che ha scardinato il modo di vedere il mondo e che ha influenzato gli anni a venire in maniera straordinaria.

La mostra è ben curata, coinvolgente e piena di oggetti favolosi.
Cito tra tutti i vinili e gli abiti di scena che hanno segnato un’epoca.

La musica ovviamente la fa da padrone.

Ogni sala è accompagnata dalle canzoni che contraddistinguono quel particolare momento storico e in questo modo, l’esperienza è completa e vi permette di immergervi e farvi trasportare indietro nel tempo.
(L’audioguida è compresa nel prezzo del biglietto).

“Revolution” è un ottimo modo per tornare ad assaporare questi anni così intensi (per chi li ha vissuti) oppure per farsi un’idea di cosa sono stati e di cosa hanno rappresentato (per chi è nato dopo).

E’ una mostra fantastica, a me è piaciuta molto. In particolare ho amato la sala che parlava di Londra, Twiggy e la moda psichedelica della Gran Bretagna.

Una chicca vi aspetta alla fine se siete amanti della musica rock, ma non ve la svelo. Come non vi svelo troppi dettagli perché è bello lasciarsi sorprendere.

“Revolution” sarà aperta fino al 4 aprile 2018 e io vi consiglio vivamente di farci un salto. Ne rimarrete soddisfatti.

Qui potete trovare tutte le informazioni.

Per chi c’è già stato, vi va di scrivermi le vostre impressioni?

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