Sono ormai 4 anni che trascorro le mie vacanze estive in montagna.

Ci andavo anche da bambina. Quei bellissimi viaggi organizzati dall’oratorio del paese dove pullman pieni di ragazzini entusiasti partivano stipati insieme a pentolame, scorte di cibo e valigie per trascorrere due settimane a stancarsi e divertirsi come non mai, ma questa è un’altra storia.

Ora, per amore, ho scelto di nuovo la montagna come meta estiva e sono sincera, la cosa mi piace.

La mia dolce metà è preparatissima; è un camminatore esperto e conosce molto bene il territorio, i percorsi e le varie casistiche perciò io mi sento tranquilla a fare escursioni con lui.
I primi tempi però non sapevo bene cosa aspettarmi per cui ho pensato di scrivere un piccolo vademecum per chi vorrebbe iniziare a frequentare i sentieri, ma non sa da dove cominciare o sottovaluta la cosa.

1. Preparazione:

non improvvisate niente, a meno che non siate super esperti (e se state leggendo evidentemente non lo siete). Decidete in anticipo dove volete andare, che percorso farete, studiate le mappe coi sentieri e capite quante ore di cammino vi aspettano, quanto dislivello, quale grado di difficoltà ecc.

2. Condizioni fisiche:

ognuno di voi sa quali sono i propri punti deboli e se ci sono problematiche fisiche quindi occhio a non fare “il passo più lungo della gamba”. Se non ve la sentite o avete paura di non farcela, non avventuratevi in uscite troppo impegnative.

3. Abbigliamento:

mi è capitato di incontrare escursionisti impreparati che affrontavano sentieri ripidi e magari di qualche ora di cammino, con scarpette da ginnastica leggere, niente zaino, magliette e pantaloncini. La base sono dei pantaloni adatti, una maglietta, magari di tessuto tecnico, e soprattutto gli scarponi! I sentieri non vanno mai sottovalutati, anche i più semplici, e gli scarponcini da trekking sono proprio l’ABC perché i piedi sono la cosa più importante da salvaguardare in questo ambiente.
(Giusto oggi ho visto l’ennesima foto di una persona in alta quota con jeans e scarpe da tennis…vi prego, non fatelo perché mettete a rischio voi e chi eventualmente vi dovrà aiutare a tornare a casa in caso di difficoltà e in quel frangente vi meritereste un bel “ades ranget”!)

4. Zaino:

non dico di caricarsi come degli sherpa, ma uno zaino con acqua, abiti di ricambio, un asciugamano, un pile o comunque qualcosa di pesante per coprirsi e un poncho/keeway sono lo “starter-kit” minimo. Io poi porto sempre, cappellino, bandana, frutta secca o integratori per momenti di difficoltà, cibo se decido di pranzare al sacco.

5. Test:

partite con escursioni semplici, vedete come reagisce il vostro corpo quando affrontate delle salite, come vi abituate all’altitudine, com’è il fiato, come reagiscono le gambe alle discese. Ascoltatevi, rallentate se necessario e spingete se ve la sentite. Aumentate man mano la difficoltà dei percorsi e occhio a non strafare.

6. Il vostro passo:

non cercate di seguire a tutti i costi chi va più veloce di voi o non obbligatevi a stare con chi va più piano. Ogni persona ha il proprio passo ed è sbagliato adeguarsi a quello degli altri. Il mio compagno sale come uno stambecco, io invece sono molto più lenta, ma mai mi sognerei di provare a stargli dietro perché ci rimetterei soltanto. Lo stesso vale per chi va troppo piano rispetto a voi…rischiate di stancarvi di più.

7. Meteo:

controllate sempre il meteo, anche poco prima di partire perché in montagna i cambi climatici sono all’ordine del giorno e potete trovarvi improvvisamente sotto un acquazzone con non poche difficoltà collaterali. Decidete l’escursione in base al tempo così da non avere sorprese (che magari ci saranno lo stesso, ma almeno limitate il danno).

8. Attenzione:

i panorami di montagna, specialmente in alta quota, sanno essere davvero mozzafiato e cosa c’è di meglio di una foto o un selfie per averne sempre un ricordo? Ecco, occhio perché è un attimo farsi male per cercare lo scatto perfetto. Usate sempre il cervello che non sbagliate mai! 🙂

9. Rifiuti:

i rifiuti ve li riportate a casa! Niente storie, siete in mezzo alla natura e come fareste in ogni luogo, se avete cose da buttare e non ci sono in giro cestini, mettete nello zaino e portate a casa! Spesso mi ritrovo a raccogliere rifiuti in giro per i boschi e una volta ho trovato addirittura un pezzo di piatto di porcellana…che avrei rotto volentieri in testa a chi l’ha lasciato!

10. Animali:

trovandovi in ambienti naturali, potreste imbattervi in animali. Ricordate sempre che quella è casa loro e voi siete gli ospiti quindi regolatevi di conseguenza.

Ecco qui il mio “decalogo” per cominciare ad approcciarvi alla montagna.
Spero vi possa essere utile e soprattutto vi invogli a provare perché davvero, quando arrivate alla meta, la soddisfazione di avercela fatta è immensa e vi sentite una spanna sopra a tutto il resto (e in effetti più in alto degli altri lo siete davvero).

Vi lascio la foto della mia prima cima. La Punta del Venerocolo a 3323 m di altitudine. E’ la mia “impresa eccezionale” per ora ed è stato pazzesco (e tanto faticoso) arrivare lassù, ma che emozione incredibile!

4 Replies to “Piccolo decalogo per la montagna”

  1. Post utile: i fondamentali della montagna non vanno sottovalutati. Aggiungo il poncho, fondamentale se piove, copre anche lo zainetto e protegge dalla pioggia. Ciao lorenza

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