Daylife – improvvisi attimi di solitudine

Il cambio di vita e l’adattamento alla città possono essere molto stimolanti e portare innumerevoli vantaggi, ma ci sono anche aspetti meno piacevoli.

Uno fra tutti è la solitudine.

Accade raramente per fortuna, ma ci sono momenti in cui gli occhi si riempiono di lacrime (specialmente per me che sono una frignona patentata) e ti senti sola come non mai.
Momenti in cui vorresti prendere la macchina e correre dalla famiglia, dagli amici o da chiunque possa darti un pezzettino di “calore umano”.
Non sempre si può fare, vuoi per l’orario, vuoi per l’impossibilità di muoversi o che altro.  In questi momenti capisco bene quando dicono che si può essere soli anche in mezzo a milioni di persone.

Ho avuto modo di conoscere parecchia gente qui in città, ma ancora nessuno che mi dia la sensazione di “casa”.
Ancora nessun rifugio dove andare a scaldare il cuore anche solo per un attimo.

So che esistono i telefoni, i computer e tutte le mille diavolerie elettroniche che possono mettere in contatto le persone, ma io sono ancora vecchio stampo e il potere di un abbraccio è ancora troppo forte per poter essere sostituito da un sms.

Questo è ovviamente un piccolo sfogo momentaneo e domani non ci penserò già più, ma credo che sia un sentimento comune a chi si è trovato ad affrontare un cambiamento importante.

Il tema principale del blog è il mio adattamento dalla campagna alla città e non potevo sorvolare su questo aspetto che fa parte del processo.
A voi è mai capitato? Cosa avete fatto per superare l’attimo critico?

 

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Una risposta a Daylife – improvvisi attimi di solitudine

  1. Claudia scrive:

    Eccome se è capitato, ma con gli anni, la stanchezza delle corse quotidiane per doveri familiari, anche dolorosi, la frenesia della vita, le delusioni da parte di persone invidiose, (che ferisce ancora di più della solitudine), si impara ad apprezzala e a volte, a cercarla.
    Questo è possibile se si ha la certezza di ‘ presenze’ che fanno parte del cuore, che riempiono la nostra vita.
    Allora la solitudine non è tristezza, è un aspetto di noi.

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