Per la prima volta sono stata alla sagra di Baggio.

Quella di quest’anno (2021) è la 393esima edizione.

Si tratta quindi di una sagra di antiche tradizioni e ieri ho scoperto anche quando è nata.

Storia della sagra di Baggio

La prima edizione della sagra di Baggio risale al 1628.

Da allora, la terza domenica di ottobre, il quartiere è in festa per due o tre giorni.

La sagra nasce dalla volontà dei Baggesi di festeggiare la consacrazione della chiesa vecchia.

Prima di allora, gli abitanti della zona, dovevano recarsi fino a Cesano Boscone per assistere alle funzioni religiose.

Quando finalmente è stato possibile utilizzare la chiesa fatta costruire dalla famiglia nobile del luogo, si è instaurata questa tradizione che è arrivata fino ai giorni nostri.

Solo nel 2020 (a causa dell’emergenza Covid-19) la sagra di Baggio non ha avuto luogo.

Sempre durante la sagra di Baggio, negli anni passati si teneva anche il palio degli asini.

Una corsa in cui i cittadini corrono tirando un asino che viene ricoperto con un lenzuolo, ognuno di colore diverso.

Perché l’asino?

Perché questo animale è il simbolo di Baggio.

Grazie ad un’antica novella tramandata nel corso dei secoli che narra di un contadino che vedendo dell’erba cresciuta sul campanile di Sant’Apollinare, issò un asino perché la brucasse.

Sagra di Baggio
Ceramica parietale che racconta dell’asino simbolo di Baggio

La giornata

Domenica era una bellissima giornata di sole, io ero libera da impegni e così ho deciso di tuffarmi tra le vie di Baggio.

Un po’ per familiarizzare con il quartiere ed un po’ perché venendo dalla provincia, dove le sagre di paese sono molto sentite, avevo voglia di respirare aria di festa.

Le vie di “Baggio vecchia” erano piene di bancarelle colorate: hobbisti, piccoli artigiani, artisti, associazioni di ogni genere, venditori ambulanti…

Insomma, tutto quello che rende così frizzante una sagra.

Numerose poi le iniziative ed i laboratori.

Il prossimo anno date un’occhiata al programma e vedrete quante cose si possono fare.

Io mi sono goduta una bellissima passeggiata avanti e indietro per le vie di Baggio.

Ho fatto i miei acquisti, ma soprattutto ho avuto la fortuna di poter sbirciare Baggio (e tutta Milano) dall’alto.

C’era la possibilità di visitare il campanile della chiesa di Sant’Apollinare e io non me la sono lasciata sfuggire.

Un gruppo di ragazzi molto in gamba mi ha accompagnato in cima al campanile raccontandomi la storia di come è nata la chiesa vecchia, le origini della sagra e la costruzione della nuova chiesa di Sant’Apollinare.

Ho avuto la fortuna di arrivare in un momento di poca affluenza e ho fatto la visita da sola.

Arrivata in cima, oltre ad ammirare le 8 campane, ho potuto godere di una vista fantastica sulla città.

(peccato per lo smog che mi impediva di vedere troppo lontano e mi faceva solo intravedere il duomo e gli altri punti di riferimento della skyline milanese).

Sono riuscita a sentire anche il rintocco delle 3 del pomeriggio dall’alto del campanile.

Esperienza curiosa e leggermente rumorosa, ma di sicuro non da tutti i giorni.

La serata

Non soddisfatta del pomeriggio, sono tornata anche la sera con Selvatico per goderci il concerto conclusivo.

Dopo due anni assistere ad un concerto è stato bellissimo!

Quasi non ricordavo quanta energia scorra ascoltando la musica dal vivo!

Come gran finale, lo spettacolo pirotecnico che ha segnato la chiusura dei festeggiamenti.

Conclusione

Baggio è un quartiere storico di Milano e pieno di bellezze da scoprire.

Purtroppo fuori Milano, non gode sempre di un’ottima reputazione, ma spero che leggendo questo articolo, possiate farvene una buona opinione e decidere di venirlo a scoprire.

Sono felice di aver partecipato ad un evento così tradizionale e spero diventi un appuntamento fisso.

Se potete, venite a visitare Baggio e perdetevi nelle vie della sua zona centrale.

Rimarrete affascinati dai negozietti, dai cortili, dalle ceramiche parietali che raccontano la storia del quartiere e dei suoi abitanti.

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4 Replies to “La sagra di Baggio”

  1. Brava!!! Baggio mi piace molto. Vengo spesso ai concerti nella Chiesa vecchia e domenica ero anch’io per le viuzze in mezzo a bancarelle e giochi divertenti. C’era un sapore di paesi e d’altri tempi che mi ha conquistato!!!

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