Questa quarantena ci ha costretto a modificare drasticamente le nostre abitudini. Tra le tante cose che sono cambiate, almeno per me, c’è sicuramente il modo di reperire il cibo e quindi nessun momento migliore per cercare un modo di mangiare sostenibile.

Non amo fare file e aspettare troppo quindi è normale che l’idea di mettermi in coda davanti ad un supermercato non mi piaccia.

L’ho fatto, nel piccolo market di zona, ma ho cercato di evitare il più possibile e quindi ho cercato delle alternative.

Negozi di quartiere

Vado regolarmente nei negozi di quartiere, ma in questo momento ce ne sono pochi aperti a disposizione.

Principalmente il panettiere dove posso trovare pane, dolci e altri articoli per il consumo quotidiano, ma soprattutto dove trovo un calore umano che mi fa sentire a casa.

Il chiamarci per nome, il raccontarci ogni giorno le piccole cose e il darci forza a vicenda è assolutamente impagabile.

Speriamo che la quarantena finisca presto e ci permetta di tornare a frequentare anche altri negozi, non proprio sotto casa, ma dove trovare qualità e calore umano.

Consegne a domicilio

Noi spesso frequentavamo mercati contadini alla ricerca di prodotti particolari.

Di alcune aziende siamo diventati clienti fedeli e vi lascio immaginare la gioia nel sapere che si sono attrezzate per le consegne a domicilio.

Per esempio, a noi piace tanto il formaggio di capra e la nostra azienda agricola di riferimento fa consegne proprio a Milano.

Non solo aziende agricole, ma anche i nostri locali preferiti si sono organizzati per le consegne e così ci permettono di levarci qualche sfizio.

Ho visto che anche tutti i miei locali preferiti di Pavia e dintorni si sono organizzati per le consegne a domicilio e invidio tantissimo i miei amici pavesi che possono approfittarne. Purtroppo a sto giro io dovrò aspettare di potermi muovere liberamente. 

(Nel frattempo, chiunque mangerà un Savage del Boccio, un Club Sandwich dell’Abate o una tortillas del Diablo mi pensi per favore 🙂 ).

Alveare che dice sì 

La terza opzione che ho scelto per mangiare sostenibile è quella di rivolgermi ad un Alveare.

Sì sì, ho scritto proprio Alveare.

Mangiare sostenibile
Foto presa dal sito di L’Alveare che dice sì

Mi sono decisa e ho convinto Selvatico a provare ad acquistare direttamente dai produttori e scegliere quindi la filiera corta passando attraverso un ordine online.

Abbiamo cercato un Alveare vicino a casa, ci siamo messi a guardare i prodotti disponibili e abbiamo fatto il nostro primo ordine.

Si tratta di una rete di “Alveari” ossia di distributori che fanno da punto di raccolta per produttori nel raggio di non oltre 200 km e permettono di acquistare prodotti direttamente dalle aziende del territorio.

Per intenderci, quelli che prima si chiamavano G.A.S.

La differenza con questi ultimi è che non è necessario comprare grandi quantità o unirsi ad altri per l’acquisto.

Basta rispettare le date e gli orari di distribuzione indicate da ogni Alveare. Generalmente una volta a settimana in un giorno prestabilito.

Il sito di riferimento è L’Alveare che dice sì e raccoglie tutti gli alveari esistenti.

In Italia esistono dal 2015 e la loro espansione è in continua crescita.

Basta inserire la vostra zona di interesse e potrete cercare gli Alveari disponibili.

Dopo aver creato un’utenza gratuita, potete iscrivervi ad uno o più alveari di riferimento e procedere con il vostro ordine che pagherete comodamente online con carta di credito.

Noi abbiamo scelto un Alveare vicino a casa dove poter ritirare la spesa di persona. 

(In questo periodo alcuni Alveari fanno solo consegna a domicilio)

Questo non è il momento migliore perché mi sarebbe piaciuto potermi fermare a conoscere meglio sia i gestori che i produttori, ma sono sicura che ci sarà presto la possibilità di farlo.

Sicuro è che faremo nuovamente ordini perché abbiamo avuto modo di acquistare prodotti del territorio di grande qualità.

Non da poco poi la comodità di arrivare all’Alveare all’orario indicato, ritirare i prodotti e tornare a casa in non più di un quarto d’ora totale (tragitto in auto compreso).

Mangiare Sostenibile si può

La quarantena forse sarà un’opportunità per iniziare a scegliere meglio cosa mangiare e, perché no, aiutare le realtà territoriali che hanno subito un duro colpo a causa del lock down.

Un’altro dei lati positivi di questo tipo di acquisto, è la possibilità di mangiare seguendo la stagionalità dei prodotti e quindi salvaguardare i ritmi biologici assumendo gli alimenti nel loro momento migliore.

Sono sicura che, cercando bene, in qualunque zona siate, potete trovare la soluzione migliore per mangiare sostenibile senza rinunciare alla qualità.

Persino la mia piccola Borgarello ha un punto di distribuzione di prodotti da filiera corta quindi cosa aspettate a cercare il vostro e provare?

Se avete altre esperienze utili per condividere la cultura del mangiare sostenibile, fatemelo sapere nei commenti.

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4 Replies to “Mangiare sostenibile”

  1. Completamente d’accordo con il tuo post! Ho fondato un gruppo di acquisto e sono anche membro dell’Alveare che dice sì della mia zona. E’ così bello sostenere l’economia locale, oltre che conoscere personalmente e fidarsi di chi ci fornisce il nostro cibo…

  2. Sempre ottimi suggerimenti dalla mia cara Betty …proverò anche questo! Nel frattempo sappi che con la quarantena ho fatto tanti passi avanti, dentifricio e detergenti solidi, sapone di marsiglia, aceto e bicarbonato…viva Amazon e il tempo ritrovato e le opportunità da cogliere! Baci😘😘

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