Salve selvatici,

due considerazioni sull’utilizzo dei social network, durante l’emergenza…

Partiamo dal seguente presupposto.

Citando il più grande mago del mondo Albus Percival Wulfric Brian Silente, “le parole sono, nella mia non modesta opinione, la nostra massima e inesauribile fonte di magia, in grado sia di infliggere dolore che di alleviarlo.”

Considero il rapporto umano, comprensivo di quanto ne consegue baci, carezze, abbracci, dialoghi, strette di mano etc, un’esperienza davvero unica ed inimitabile.
In questo periodo mancano anche a me, noto orso, ma comunque sufficientemente sociale!

Per sopperire a tutto ciò,

un’altra cosa che apprezzo di sta maledetta emergenza è l’esaltazione di questo amore fraterno, dove quando non sono le distanze a dividerci, ci unisce in sicurezza, la voglia di stare insieme.

Ecco perché, animati da spirito libertario, cosa mai successa finora, si sono create le riunioni di condominio spontanee, cosa che non accadrebbe mai nel quieto vivere, in relazione alle normali convocazioni dei condomini!

Abito in casa di ringhiera, piano terra e primo piano, poche famiglie ed ecco che ad un certo punto del mattino o del pomeriggio, ci ritroviamo magicamente tutti fuori dalle nostre abitazioni a far due chiacchiere, sempre rispettando le distanze di sicurezza.

Ed è qui che ti accorgi che prima del Covid-19, tutto ciò non sarebbe mai accaduto. Con questo non voglio dire che i rapporti di vicinato siano pessimi, tutt’altro, ma non c’era mai stata la spontaneità nel voler creare una nuova modalità di stare assieme!

Poi per le distanze e per certi versi, fortuna, intervengono i social network che nel loro personale minimalismo, ci aiutano a stare insieme…

Pur non apprezzandoli fino in fondo, mi rendo conto comunque della loro utilità, fungono da collante per parenti, amici e quant’altro.
Ormai tutti mastichiamo l’argomento e una delle cose che più mi ha divertito è l’estro e lo spirito di noi, popolazione italiana, nell’affrontare l’epidemia da Corona Virus.
Certo se ne sono sentite di ogni, notizie false, comunicati, nascite di nuove app etc.

Il mio elogio va verso tutti quei filmati, i meme (si vedano le definizioni su internet a me ancora poco chiare), le foto con frasi, insomma avete compreso il senso, in cui l’estro e la giocosità del Nostro paese viene messa in risalto.

Social - meme
(per sdrammatizzare)
Social - meme

Certo è giusto informarsi, condividere e informare, ma poi si corre il rischio come nel mio caso di avere: amuchina, candeggina, mascherina, tutina protettiva, medicina x, y e pure z, straccio per le maniglie, straccio per lo straccio etc.

Oppure esco di casa il martedì perché faccio Rossi di cognome, posso andare a lavorare solo i giorni dispari, la spesa la posso fare solo col cane etc. SCHERZO naturalmente, ma ci siamo capiti!

Quindi e per certi versi, per altri bevi, (ma questa la capiscono in due)…

Ti trovi di fronte a questa estrosità geniale, tipicamente italiana che perché no, ti aiuta a passare una parte della tua segregazione, pur consapevole che questo non avrà lo stesso effetto per tutti…

(Per me il vincitore assoluto dei meme di questo periodo, preso dalla pagina instagram liquidlivespage)

Un modo per sdrammatizzare la situazione, per tirare avanti.

Da me si dice anche “tirèmm inànz” (tiriamo avanti). Frase di connotazione storica detta il 2 agosto 1851 da Amatore Sciesa mentre si dirige verso il patibolo.

Di mestiere fa il tappezziere ed era entrato in contatto con gruppi di rivoluzionari milanesi nel 1850, spinto dalla politica repressiva messa in atto in città da Radetzky.

La sera del 30 luglio 1851 fu arrestato in corso di Porta Ticinese perché in possesso di manifesti rivoluzionari e per questo fu condannato a morte.

La tradizione popolare narra che un gendarme che lo stava conducendo al luogo di esecuzione, lo aveva condotto davanti a casa sua, esortandolo a rivelare i nomi di altri rivoluzionari in cambio della libertà.

A questo punto Sciesa avrebbe risposto in dialetto milanese: Tiremm innanz!
Citazione presa dalla pagina web “Milanocittàstato“.
(Pecchiamo un po’ d’orgoglio a volte nel creare i domini web, perdonateci per questo!)

Insomma visti anche i rischi, la capacità d’evoluzione del contagio e le conseguenze drammatiche che questo può creare, ecco che i social network ci aiutano nel loro piccolo ad affrontare la crisi pandemica.

Una piccola precisazione però, una valutazione decisamente personale in merito.

Va bene in questa fase, socializzare tra Noi, grazie agli strumenti che “internet” ci mette a disposizione, ma già molto prima dell’emergenza c’è stata da parte della società civile “una chiusura”.

Un’inflessione dei rapporti sociali, sempre più volti al chiudersi in casa perché tanto gli strumenti del web e i social ci garantiscono un contatto col mondo esterno.

Intendo dire che, viste le condizione economiche sempre più precarie, unite alla possibilità di utilizzo della rete, ho la sensazione che ci stiamo dimenticando sempre più spesso il Vero contatto umano.

Io ho la fortuna di vivere quest’esperienza con la mia compagna (per Lei non so), ma non per tutti è così.

Quindi mi raccomando cari lettori, cercate di avere un occhio di riguardo a chi è solo anche con l’utilizzo dei social.

Per il resto, pur rispettando le restrizioni, mantenete ove possibile il contatto umano (si veda sopra) e sopratutto non dimentichiamocelo!

Il Selvatico.

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4 Replies to “IMPRESSIONI DI UN QUARANTENNE SUONATO, L’UTILIZZO DEI SOCIAL (COVID-19)”

  1. Tiriamo avanti, proprio così… chiusi in casa (per fortuna con il mio compagno)
    E’ solo questione di tempo dai, passata la buriana ci si rimetterà in pista 🙂

  2. Sagge parole: non dimenticare coltivare i rapporti umani con quelli che non usano i social. Anche ora che stiamo a casa è meglio privilegiare i rapporti diretti. Tiriamo avanti e aspettiamo che passi.

  3. Il virus è riuscito ad amplificare situazioni di solitudine preesistenti ma ancora fin troppo sconosciute. Tuttavia il fatto stesso che si sia alla ricerca di maggiori rapporti umani fa ben sperare nella ritrovata voglia di “umanità”.
    Maria Domenica

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