Le Tartarughe tornano sempre

Giulia e Salvatore sono i protagonisti di una storia fresca e sempre attuale che sfida le distanze e gli ostacoli che gli adulti spesso mettono sulla strada della felicità.
Questa però, non è solo la classica storia d’amore.
Si parla di un problema serio e attuale come l’immigrazione e il modo di reagire di chi lo vive da lontano e di chi ci si trova catapultato dentro, suo malgrado.
Possiamo stare a guardare puntando il dito e sputando frasi fatte oppure cercare di capire e fare qualcosa.
Questo sfondo comunque, non fa passare in secondo piano la vita di due ragazzi che intrecciano i loro destini e devono fare i conti la vita adulta fatta di decisioni da prendere e realtà inimmaginate.

I punti fermi però, non se ne vanno mai.

Proprio come le tartarughe che alla fine tornano da dove sono partite.
Una frase mi ha colpita molto e mi ci sono ritrovata in pieno. Quando Salvatore decide di provare l’avventura nella grande città, si trova a riflettere. Ha lasciato la sua isola, dove tutti si conoscevano e dove lui era “Salvatore”, per andare in una grande città grigia e diventare una persona anonima come milioni di altre.

Ho pensato a me,

a come ho deciso di lasciare il mio paesino per la grande città.
Detta così è un po’ triste, ma qui tocca a me cercare di non lasciarmi travolgere dall’anonimato continuando a rimanere me stessa senza dimenticare le mie radici e, come le tartarughe, tornare sempre al punto di partenza.
Ve lo consiglio perché è un bel romanzo. Fa riflettere e ci mette davanti ad argomenti scomodi in maniera intelligente. Si legge in fretta ed è un’ottima compagnia, specialmente d’estate. Ti fa venire voglia di partire per “l’isola” immediatamente!

Qui trovate più informazioni sull’autore: Enzo Gianmaria Napolillo

tartarughe

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