“La porta” è un intenso viaggio nel profondo dell’animo umano.

“La porta” di Magda Szabo mi è stato regalato da una donna intelligente e di gran cultura perciò ero sicura che sarebbe stato un bel libro.

Dopo averlo letto posso dire che non è solo un bel libro, ma è davvero una storia coinvolgente che ha scosso il mio animo portandomi a farmi molte domande sul modo di vedere e affrontare la vita.

Al centro c’è il rapporto amore-odio tra la narratrice e questa donna incredibile di nome Emerenc.

Una donna dal passato travagliato e dal presente misterioso.

La difficoltà di instaurare fiducia e rispetto e la fatica di mantenerli entrambi.

Il bene che Emerenc dispensa al suo piccolo mondo è davvero particolare e mi ha colpito perché non si manifesta nel modo classico, ma soprattutto attraverso la schiettezza e la concretezza.

Il mistero della sua vita, accompagna il lettore fino all’ultima pagina ed ogni pezzetto che affiora del suo passato e i misteri del presente lasciano sempre a bocca aperta.

La porta è un elemento fisico, ma anche un concetto profondo che ci permette di affacciarci ad un mondo interiore che non si può nemmeno immaginare e che solo dopo un lungo percorso di fiducia possiamo avvicinare.

La cosa che forse mi ha colpito di più

è la dimostrazione di affetto della piccola grande donna attraverso l’apparente crudeltà di sbattere in faccia alla narratrice, come se fosse di fronte ad uno specchio, tutte le sue imperfezioni e superficialità.

Penso che tutti dovremmo avere nella nostra vita una persona che ci ama al punto da ferirci per farci capire dove sbagliamo e renderci migliori.

In conclusione, consiglio caldamente questo libro e vi invito a confrontarvi su quello che vi può aver mosso dentro e su come ha spostato il punto di vista riguardo l’importanza o meno di molti aspetti della vita.

La Porta

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