Rifugio Medelet

Rifugio Medelet – Val Palot (Brescia)

E’ giunta l’ora della prima uscita a piedi.
Milano in questi giorni di fine giugno è un forno rovente e abbiamo deciso di fare una capatina sulle prealpi bresciane sperando in un clima più mite.

Destinazione: Val Palot

Lo scorso anno avevamo fatto lo stesso giro ad anello, per la precisione l’Anello 5 dei percorsi di Malghe in rete, ma al contrario.
Personalmente devo dire che ho preferito quello fatto oggi.
Abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio di fianco all’albergo “La Stella” e abbiamo preso il sentiero di sinistra per salire fino al rifugio Piardi. Per la cronaca, questo rifugio, dove abbiamo pranzato lo scorso anno, è raggiungibile in moto e auto, per chi non se la sente o non può arrivarci a piedi.

Da lì, abbiamo proseguito fino al rifugio Medelet

dove abbiamo pranzato (casoncelli che ancora mi fanno venire l’acquolina al solo pensiero) e ci siamo goduti un po’ di relax al fresco. Il sole picchiava come un martello e quindi ho dovuto rinunciare al tentativo di abbronzarmi un po’ preferendo di gran lunga l’ombra di un bell’albero.
Verso le 16 abbiamo proseguito per scendere attraversando per buona parte il bosco e quindi facendo un bel tratto in ombra.

A fine percorso (o inizio, dipende da dove partite) potete trovare un’area dove si può campeggiare (max 48 ore) al fresco. Pic-nic, grigliata (ci sono molte postazioni attrezzate) e un bel torrente che scorre nel mezzo.

La stanchezza generale e il poco allenamento si sono fatti sentire e a fine giornata ero abbastanza provata, ma il giro è molto bello e non presenta particolari difficoltà.

I panorami sono stupendi ed è sempre un piacere per lo spirito.
A un’oretta da Milano si può evadere rilassando mente e cuore e allenando il corpo.

 

 

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Torta di pannolini

La torta di pannolini è la nuova creazione by Balleronze.

Ogni volta che c’è un avvenimento che riguarda una di noi, parte la vena creativa e il brain-storming la fa da padrone.

Questa volta l’evento è la nascita di Eleonora e consultandoci sul regalo da fare a mamma Alessandra e alla piccola, abbiamo optato per la torta di pannolini.
Personalmente la ritengo una cosa molto utile e mi è già capitato di regalarne, ma ogni volta ho scelto di comprarla già fatta (sempre personalizzando gli accessori contenuti).

Questa volta, le mie socie hanno alzato l’asticella proponendo di fare tutto da sole.
Lo ammetto, ero dubbiosa, ma ok, proviamoci…

Ci siamo procurate l’occorrente:

– pannolini: 60, di due taglie diverse, marca Pampers.
– base torta rotonda di cartone
– rotolo lungo di cartone (quello della carta da cucina va benissimo)
– carta crespa o carta velina colorata
– tanti elastici
– scotch o colla a caldo
– carta trasparente
– nastri colorati
– stuzzicadenti con cuoricino
– accessori da inserire (noi abbiamo optato per un telo spugna e salviettine di Minnie)
– peluches di Peppa Pig ballerina da mettere in cima alla torta

Sarà che quando stiamo insieme il tempo vola, che in tante è meglio, che tra tutte siamo una miniera di creatività, ma in pochissimo tempo abbiamo fatto tutto ed è stato davvero semplice.

Per prima cosa

abbiamo rivestito la base torta con la velina rosa e abbiamo attaccato il rotolo di cartone al centro.

Abbiamo arrotolato i pannolini su se stessi a formare dei cilindretti, fermandoli ciascuno con un elastico e abbiamo disposto il primo piano della torta fino a riempire la base fermando il tutto con un elastico grande.
Stesso procedimento per il secondo strato solo che abbiamo messo meno pannolini (ovviamente).
Le salviettine e il telo spugna li abbiamo arrotolati come i pannolini e abbiamo inserito anche quelli nella torta.
per coprire i due elastici esterni abbiamo utilizzato altra carta velina creando un nastro spesso almeno due dita, l’abbiamo fermato con lo scotch e abbiamo fatto un altro giro con dei nastri colorati per fare dei fiocchetti.
Come decorazione, dentro ad ogni pannolino abbiamo infilato uno stuzzicadenti con cuoricino (eccesso di amore che non fa mai male).
Il tocco finale è stato fissare in alto il peluche e poi chiudere il tutto con la carta trasparente.

Ecco qui la nostra torta di pannolini!

 

In commercio sicuramente se ne trovano di più belle e più creative, ma nulla batte la soddisfazione di creare qualcosa e metterci del tuo.
A noi sembra stupenda ed è piaciuta tanto anche ad Alessandra.

Non è difficile farla da soli, basta lasciar spazio alla fantasia.

Già che ci siamo, se vivete in zona Treviso e limitrofi, date un’occhiata alla pagina della mia amica Rossella. Lei è ormai una professionista e realizza cose stupende.

 

 

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Le tartarughe tornano sempre (e non solo loro)

Le Tartarughe tornano sempre

Giulia e Salvatore sono i protagonisti di una storia fresca e sempre attuale che sfida le distanze e gli ostacoli che gli adulti spesso mettono sulla strada della felicità.
Questa però, non è solo la classica storia d’amore.
Si parla di un problema serio e attuale come l’immigrazione e il modo di reagire di chi lo vive da lontano e di chi ci si trova catapultato dentro, suo malgrado.
Possiamo stare a guardare puntando il dito sputando frasi fatte oppure cercare di capire e fare qualcosa.
Questo sfondo comunque, non fa passare in secondo piano la vita di due ragazzi che intrecciano i loro destini e devono fare i conti la vita adulta fatta di decisioni da prendere e realtà inimmaginate.

I punti fermi però, non se ne vanno mai.

Proprio come le tartarughe che alla fine tornano da dove sono partite.
Una frase mi ha colpita molto e mi ci sono ritrovata in pieno. Quando Salvatore decide di provare l’avventura nella grande città, si trova a riflettere di aver lasciato la sua isola, dove tutti si conoscevano e dove lui era “Salvatore”, per andare in una grande città grigia e diventare una persona anonima come milioni di altre.

Ho pensato a me,

a come ho deciso di lasciare il mio paesino per la grande città.
Detta così è un po’ triste, ma qui tocca a me cercare di non lasciarmi travolgere dall’anonimato continuando a rimanere me stessa senza dimenticare mai le mie radici e, come le tartarughe, tornare sempre al punto di partenza.
Ve lo consiglio perché è un romanzo carino, che fa riflettere e ci mette davanti ad argomenti scomodi in maniera intelligente. Si legge in fretta ed è un’ottima compagnia, specialmente d’estate. Ti fa venire voglia di partire per “l’isola” immediatamente!

Enzo Gianmaria Napolillo

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