Ho scelto il 2 gennaio per andare a visitare la mostra “The art of Banksy – A Visual protest” ed è stata una buona idea.

Siamo arrivati abbastanza presto e affrontare una mezz’oretta di coda contro le 4 ore dei primi giorni di apertura ci è sembrato ragionevole.

Innanzitutto faccio i complimenti all’organizzazione del Mudec che ha gestito e smistato le code e le richieste con gran professionalità.

Io conoscevo poco Banksy e le mie nozioni si limitavano alle sue opere più conosciute come la Bambina col Palloncino o i famosi topini. Tra la visita a Londra e questa mostra, ne ho approfittato per colmare la lacuna.

Topo e cuore

Sia chiaro che la mostra non è autorizzata dall’artista e ciò è comprensibile visto il suo modo di vivere l’arte (che poi è una delle cose che affascina di più della street art).

Ma chi è Banksy?

Writer e artista originario di Bristol, la sua identità è tutt’oggi ignota ai più.
E’ stato uno dei primi e maggiori esponenti della street art. Le sue opere sono da sempre un atto di protesta contro i massimi sistemi e provocazione contro ciò che avvelena il mondo.

Le sue opere (per lo più realizzate con la tecnica dello stencil) sono sparse un po’ in tutto il mondo.
La maggior parte in Inghilterra e soprattutto Londra. Ce n’è una anche in Italia, La Madonna con la pistola a Napoli.

Da quando la fama lo ha raggiunto, ha realizzato molti progetti come collaborazioni con musicisti (vedi Blur e molti altri) per i quali ha realizzato le copertine di alcuni album o addirittura la creazione di un Hotel a Betlemme, il “The Walled Off Hotel”.

Avrete sicuramente sentito poco tempo fa cosa è successo ad un’asta da Sotheby’s dove è stata battuta la sua opera più conosciuta “La bambina col palloncino”.
L’autore ha inserito a sorpresa nella cornice, un marchingegno che si è attivato non appena hanno aggiudicato il quadro per ben un milione di sterline. Si trattava di un tritadocumenti che ha fatto a pezzi il quadro. Purtroppo il congegno si è inceppato distruggendo solo la metà dell’opera e quindi, la protesta di Banksy contro la mercificazione dell’arte, ha ottenuto l’effetto opposto accrescendone ancora di più il valore, ma lui stesso ha dichiarato che non era questo lo scopo della sua azione.

Episodio che permette di capire come la sua attività sia lontana dal concetto standard di arte.

Bambina col palloncino

Il bello di questa mostra

è poter vedere anche opere che non esistono più perché, nella maggior parte dei casi, vengono prontamente rimosse dalle autorità.

Ho sentito pareri contrastanti sulla mostra, ma il mio, personalissimo, è che merita di essere vista, specialmente per chi conosce poco Banksy e vuole un estratto del suo modo di protestare visivamente e con forte impatto.

La mostra si tiene al Mudec – Museo delle culture, in via Tortona 56 a Milano.
Ha aperto i battenti il 21 novembre scorso e potrete vederla fino al 14 aprile 2019.

Io vi consiglio di farci un salto se potete, ma armatevi di un po’ di pazienza perché c’è sempre molta coda in biglietteria. Altrimenti potete acquistare i biglietti online o scegliere giorni e orari meno “trafficati”, ad esempio il giovedì sera o comunque in settimana.
Tutte le info le trovate sul sito del Mudec.

Banksy

7 Replies to “The art of Banksy – A visual protest”

  1. Ma lo sai che mi sono persa la mostra di Bansky fatta a Padova? Mi sto mangiando ancora le mani: l’ho scoperto proprio andando in giro per Padova e ci tenevo proprio vedere la mostra. Chissà se riuscirò ad andare a Milano al Mudec, ne ho sentito parlare molto bene.

  2. Purtroppo non sarò in Italia nel periodo ma prima o poi la devo assolutamente vedere una mostra di Banksy. Ma lui lo vorrebbe? Cioè, che non autorizzi le mostre sulle sue opere è cosa nota, ma mi chiedo, una volta che la mostra di fatto c’è, cosa ne pensa di chi la visita? Mi piacerebbe chiederglielo!

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