Trekking scoprendo le prealpi bresciane

Sabato ho assecondato il desiderio della mia dolce metà di staccare dalla città e siamo andati a farci una gitarella nelle prealpi bresciane. La metà era Punta Almana.

Siamo arrivati in auto fino a Portole (BS), sopra Sale Marasino. Non che ci fossero molte indicazioni, ma chiedendo si arriva ovunque.

Abbiamo parcheggiato e siamo partiti per il sentiero Filippo Benedetti.

Come sempre, mon amour è partito in quarta col suo passo da stambecco mentre io salivo pian pianino.

La prima parte di strada era abbastanza trafficata (moto da cross, quad, podisti che se la facevano di corsa) ed io, immersa nei miei pensieri, arrancando sono arrivata alla Forcella di Sale dove il mio personal trainer mi aspettava. Lì, ho scoperto perché arrancavo così tanto: 30% di pendenza!!!! Alla faccia della passeggiatina semplice!

Ora inizia lo sterrato. La vista si apre ed effettivamente la salita si fa più affascinante con la vista splendida del lago d’Iseo e di tutta la zona circostante.

Breve defaillance di una tipica donna terrorizzata dagli animali striscianti, ma credo che il povero orbettino in questione fosse più spaventato di me. Ci superiamo il più velocemente possibile (con un mio scatto che nemmeno Usain Bolt…) e riprendo la salita.

Gira di qua, gira di là e finalmente arrivo al bivio per salire alla croce di Punta Almana. Ovviamente lui è già in cima che fa foto e mi aspetta.

Io arrivo e mi godo il panorama pazzesco con un sole meraviglioso.

Riusciamo anche a vedere i pezzi della famosa passerella di Christo (The Floating Peers) pronti per essere posizionati da lì a pochi giorni.

Riposiamo, mangiamo e poi via per la discesa.

Essendo un sentiero ad anello scendiamo dalla parte opposta e io, ringalluzzita perché penso sempre che la discesa sia il mio forte, mi trovo ad affrontare una pendenza pazzesca con un sacco di sassi infingardi che son lì solo ad aspettare il mio scivolone (…e lo scivolone c’è stato! Non sui sassi, ma su terra bagnata per fortuna).

Ci vuole un po’, ma alla fine arriviamo all’osteria Pastina dove ci concediamo una cosa da bere e un po’ d’acqua fresca sulla faccia arrossata.

Ripartiamo per l’ultimo pezzo, ma il mio caro “Jonathan dimensione avventura” sceglie, al posto della simpatica e rassicurante strada asfaltata, il sentierino sterrato! …e via ancora per le terre umidicce!

Finalmente la macchina, finalmente l’ombra, finalmente il riposo.

Il giorno dopo le gambe erano ovviamente di marmo, ma che soddisfazione!

Come sempre: se ci sono riuscita io… 😉

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