Max Pezzali e la festa di chi si vuole divertire

Ieri su Assago c’era un bel nuvolone nero, pronto ad esplodere da un momento all’altro, ma noi ce ne siamo fregate e abbiamo proseguito per la nostra strada verso i ricordi e le emozioni insieme a Max Pezzali.

Arrivo tranquillo al parcheggio; cena con l’obbligatorio “Panino concerto” (salamella, peperoni, cipolla e doppia maionese); ritiro biglietti alla cassa e con calma avvio verso la Summer Arena.

Lo spazio adibito per il concerto era pieno raso sia in tribuna che nel parterre. Volevamo stare in fondo, ma era tutto pieno e per fortuna, dopo un giretto di perlustrazione ci siamo stanziate in un buon punto sia per vedere che per ballare.

Il concerto è iniziato, il vento ci ha permesso di non avere caldo e ha tenuto a bada il nuvolone (che ha tentato di buttar giù due gocce appena prima dei bis, ma la cosa non ha scalfito nessuno).

La gente ai concerti di Max Pezzali è sempre bellissima: la fascia principale è composta da “noi eterni adolescenti”, ma anche adulti, ragazzini, bambini. Veramente trasversale e a pensarci bene è ovvio perché le canzoni di Max parlano veramente della vita di tutti.

La cosa che mi diverte di più è vedere uomini tutti “Sesso, droga e rock’n roll” che cantano a squarciagola e braccia spalancate “Come mai” con le ugole in fiamme e la birra che trabocca per via degli ondeggiamenti.

Lui è sempre lo stesso, cappellino, sorriso timido, parlata sincera e voglia di cantare e farci cantare con lui.

Sfido chiunque ad andare a vederlo e non intonare nessuna canzone…praticamente impossibile!

Ho portato con me la mia scettica cugina scommettendo che se non si fosse divertita le avrei ridato i soldi del biglietto (amo scommettere solo quando sono sicura di vincere) ed è uscita entusiasta come me.

C’erano difetti, ad esempio l’audio scarso (forse dovuto allo spazio all’aperto) e i video non eccezionali (tranne alcuni riutilizzati dal tour invernale), ma queste cose passano in  secondo piano davanti ad una festa tra amici che si divertono un mondo.

Max Pezzali è proprio uno di noi che semplicemente è salito sul palco per cantare e darci il Là.

Il top sono i pezzi classici e di questi, più dei lenti (che sono sempre emozionanti) adoro quelli da ballare perché è lì che il pubblico esplode.

“Nord sud ovest est”, “Tieni il tempo”, “Sei un mito”.

Questa volta ha chiuso con “Con un deca” che mi emoziona sempre tanto perché la sento molto mia. Parla della mia città che è la stessa di Max. Non però la “città bene”, ma quella della gente comune che affronta i problemi di ogni giorno.

In conclusione…

Non so, forse è per questo che gli sono così affezionata. Parla del mio mondo e lo descrive benissimo perché è lo stesso da cui proviene lui.

In questo forse ci somigliamo: forti radici comuni nonostante la vita ci abbia portato da altre parti.

Ultimamente le canzoni nuove sono sempre un po’ simili, ma ha un repertorio talmente impresso dentro la mia generazione che quest’aspetto si può sorvolare.

Insomma, a Max Pezzali si può solo voler bene perché sa regalare emozioni positive e di questi tempi è cosa rara.

max pezzali

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